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IHRSA - Sep 2003 CBE Market Itali
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Castigati dalla recessione, gli operatori continuano a credere nelle potenzialità del settore e nella ripresa di Catherine Larner

Gli operatori del Regno Unito continuano a influenzare lo sviluppo del mercato dei club in tutta Europa e sono fiduciosi circa le potenzialità del settore, nonostante gli analisti finanziari della City mostrino un certo scetticismo.

“Il settore del fitness – sostiene Nick Batram, analista finanziario che, per conto della società RW Baird, opera nel settore dello sport e dell’intrattenimento - non ha mai compreso che il mondo della finanza è una giungla. Gli operatori continuano ad accusare il mondo della finanza di non interessarsi al proprio settore, ma a mio avviso il comportamento degli analisti finanziari non è immotivato”.

Nei rapporti Business Review 2003 e Outlook 2003 reports, Christie & Co riconosce che alcuni operatori hanno sofferto a causa dell’espansione eccessivamente rapida, mentre altri sono stati vittima della saturazione, nonostante nel Regno Unito vi siano ancora moltissime opportunità di crescita imprenditoriale.

Secondo Christie & Co nei prossimi 12 mesi molti operatori svenderanno i loro club, mentre nella fascia più bassa del mercato aumenteranno i casi di custodia giudiziaria, già verificatisi nel 2002 per Hunters and HiLife. FPDSavills concorda sul fatto che fusioni e acquisizioni continueranno a verificarsi e crede che l’attuale tendenza alla privatizzazione non sarà permanente.

Il processo di consolidamento, frutto delle fusioni e delle acquisizioni, ridurrà il numero di imprese sul mercato. “Temo che in appena cinque anni - dichiara Fred Turok, ammistratore delegato di LA Fitness, plc. - il settore sarà controllato da appena cinque imprese, subendo il medesimo processo che ha caratterizzato l’evoluzione del settore dei supermercati”.

“Si sta facendo dura – dichiara senza mezzi termini Harm Tegelaars, direttore esecutivo di Cannons – Tutti dobbiamo combattere per conquistare e fidelizzare i soci. E’ il momento degli imprenditori seri, professionali e lungimiranti: chi non ha queste qualità uscirà dal mercato. Lavorare in questo settore è ancora eccitante”.

Ritornare alle origini

Entusiasmo ed elasticità sono qualità che, in genere, fanno parte del DNA degli imprenditori, dei padri del settore che hanno rischiato tutto ciò che possedevano per finanziare l’idea imprenditoriale in cui credevano. Molti hanno fatto fortuna quotando i propri club in borsa, dovendo tuttavia sacrificare la propria filosofia manageriale per soddisfare, di giorno in giorno, gli azionisti.

Molti osservatori vedono l’abbandono della borsa come un’opportunità per il settore per prendere fiato e riorganizzarsi

“È ora di tornare alle origini” dichiara David Giampaolo, direttore europeo dell’IHRSA, nonché imprenditore. “Non credo che la borsa e il settore dei club siano incompatibili, anzi sono convinto che il capitale privato giochi un ruolo importante per il fitness”.

Attualmente i leader del mercato hanno il sostegno di grandi aziende, ovvero del grande capitale privato. Una delle imprese più grandi è Cinven che ha deciso di entrare nel settore dei club scegliendo, dopo aver preso in considerazione anche Cannons e Holmes Place, uno dei marchi più apprezzati: Fitness First. (Al momento di andare in stampa, Fitness First ha ricevuto un’offerta di acquisto da parte della Cinven, gestita da Mike Balfour).

“La determinazione con la quale Cinven ha fatto il suo ingresso nel settore - dichiara Matthew Goodman, giornalista del Sunday Times che si occupa di economia – dimostra che, a prescindere da ciò che dice la borsa, sul mercato vi sono aziende altamente sottovalutate e concrete opportunità che molti operatori si uniscano e diano vita a uno o due giganti con enormi potenzialità”.

Nonostante il settore dei club debba raccogliere diverse sfide, continua a risultare attraente: la conferma, a tale riguardo, proviene dal numero di aziende che decidono di farne parte. Bridepoint Capital nel 2002 ha acquisito un’importante partecipazione a Virgin Active. Electra Partners è un’altra azienda intenzionata a entrare nel settore: ha recentemente venduto Invicta, sta valutando la possibilità di acquisire sia Esporta sia Fitness First e si dice che stia valutando anche un’altra operazione.

Con la pubblicazione State of the Industry Report , The Leisure Database Company ha reso noto che le aperture previste per il 2003 evidenziano un rallentamento (109 contro le 152 del 2002), continuando tuttavia a fornire il quadro di un settore in salute con innumerevoli opportunità da cogliere”. Gli operatori del settori privato e pubblico sono fiduciosi e la loro fiducia si basa anche sui numeri: l’incremento delle aperture previste sarebbe superiore del 60 ispetto al 2001.

Nel 2002 il numero totale di persone iscritte a un club del Regno Unito era superiore del 15 lla cifra registrata nel 2001, toccando quota 3,4 milioni. Il numero totale di club era invece cresciuto dell’8Àmentre la porzione di popolazione iscritta a un club ha fatto registrare un incremento pari al 5,79,9 e si tengono in considerazione le strutture pubbliche).

L’espansione sul Continente rallenta

“Gli imprenditori britannici – spiega Giampaolo – stanno rallentando la loro corsa all’investimento in Europa, concentrandosi maggiormente sul mercato nazionale. Le aperture di nuovi club nel Vecchio Continente continuerà, ma a passo più ridotto. Le aperture inizialmente programmate per i prossimi 12 mesi avverranno in tre anni”.

In Olanda è stato registrato un grande rallentamento, ma Cannons ha dichiarato che le aperture programmate verranno portate a termine. In Germania l’economia ha fatto i conti con la stagnazione: nuovi club stanno aprendo, ma gli operatori sono cauti. Anche la Spagna ha rallentato.

L’operatore di maggiori dimensioni e di maggior successo in Francia – Club Med – ha ottenuto risultati insoddisfacenti per il secondo anno consecutivo, registrando, per l’anno terminato nell’ottobre 2002, una perdita netta pari a 62 milioni di euro che ha fatto seguito al passivo di 70 milioni di euro registrato nel 2001. Philippe Bourgignon, direttore esecutivo di Club Med, si è dimesso e Pedro Randez, Presidente di Club Med Gym, ha fatto la stessa cosa dopo aver appreso la notizia. Secondo gli analisti l’azienda nota in tutto il mondo per i suoi villaggi turistici potrebbe essere in procinto di vendere i suoi 75 club. Henri Giscard d'Estaing, figlio dell’ex Presidente della Repubblica francese, ha preso il posto di Bourgignon.

In Germania, nonostante l’economia tedesca stia vivendo un momento buio, il mercato è più maturo che in qualsiasi altro paese d’Europa e gli operatori stanno cercando di consolidare la propria posizione. Il Paese è ancora dominato dagli operatori di club indipendenti, ma Holmes Place, Fitness First e LivingWell stanno cercando di sfruttare la delicata situazione economica.

Il mercato tedesco è forte

Deloitte and Touche hanno recentemente condotto una ricerca sul mercato tedesco, individuando un costante incremento del numero di iscrizioni e un incremento del 2,6el 2002.

Le catene di club continuano a crescere più velocemente rispetto al mercato nel suo complesso. Gli








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